Quello di Motta d’Affermo, paese montano (ma che comunque uno sbocco a mare ce l’ha, grazie all’unica frazione di Torremuzza) che, insieme a Castel di Lucio, Mistretta, Pettineo e Tusa fa parte dell’Unione dei Comuni della Costa Alesina, è la località più piccola (neanche 700 abitanti) dove il 12 giugno scorso si è rinnovato il primo cittadino. Anche se di rinnovo non si è trattato ma di una riconferma. Per la seconda volta, se guardiamo al 2017; per la sesta in termini assoluti. Già, perché Sebastiano Adamo, 76 anni, medico, primo cittadino di Motta lo è stato, appunto, per altri cinque mandati.

Dottore Adamo, amministrare un comune con pochi abitanti è più facile?

“Assolutamente no. Anzi, il contrario: i trasferimenti da Stato e Regione si assottigliano sempre più, i servizi li devi comunque garantire per cui i piani tariffari dei tributi locali devono necessariamente essere più alti, con un inevitabile carico maggiore per i cittadini”.

Lei è al secondo mandato consecutivo. Già questo rappresenta un attestato di stima. Che diventa massima fiducia, se sommiamo le altre quattro fasce tricolore della storia di Motta.
Sono d’accordo. Questo secondo quinquennio rappresenterà il completamento di quanto iniziato nel 2017. Su tutto, quello che è il fiore all’occhiello di Motta d’Affermo, il Palazzo Minneci (chiamato dagli abitanti della zona “i casi ranni”) del XVII secolo, che con un finanziamento del Ministero della Cultura abbiamo recuperato attraverso un importante progetto di ristrutturazione e che ora intendiamo “riempire” di contenuti e farlo funzionare. Un altro grande disegno è quello di far diventare Motta un “paese albergo” con dieci appartamenti di proprietà del Comune, finiti in convenzione ad una cooperativa e la valorizzazione di Fiumara d’Arte, con la sua “Energia Mediterranea” di Antonio Palma (installazione ambientale in cemento dipinto di azzurro che riproduce un’onda marina) e la “Piramide” di Mauro Staccioli”.

Ma Motta d’Affermo è anche mare.
“Certo. A sette chilometri dal centro abbiamo l’unica frazione di Torremuzza, che conta circa duecento abitanti (praticamente la metà dei mottesi), dove il Comune ha acquistato dal demanio circa duemila metri quadrati di spiaggia per la realizzazione di insediamenti. Il tutto sempre nell’ottica dello sviluppo turistico che per Motta è sia mare ma anche cultura”.

Lei, oltre che primo cittadino, è anche medico e il precedente mandato ha dovuto affrontare, come tutti, sia sotto il profilo politico che professionale, una situazione senza precedenti nella storia recente, quale è stata la pandemia da Covid 19. Come si sta preparando, Motta d’Affermo, alla prima estate di “quasi normalità”?

Le danze le abbiamo aperte domenica 26 giugno, con il Rito della Luce (che torna dopo due anni pesanti e che quest’anno abbiamo voluto chiamare “della Pace” in omaggio al popolo ucraino) e con il concerto (ovviamente con tutte le ancora necessarie precauzioni del caso) della Piccola Orchestra Malarazza all’anfiteatro dell’Energia Mediterranea. A luglio, tre giorni saranno dedicati alla figura del Principe Castelli, braccio destro di Federico II in Sicilia che ha vissuto al castello di Motta. Infine, altre iniziative riguarderanno il Lancillotto, che è stato uno dei cavalieri della disfida di Barletta di inizio Cinquecento”.

Ultima domanda, che stiamo ponendo ad altri suoi colleghi: come Salvatore Adamo vedrebbe, nel dopo Musumeci, un’interlocuzione al femminile a Palermo?

“Benissimo, non ho pregiudizi di sorta. Anzi, tutt’altro. Credo che dobbiamo percorrere tutte le strade possibili per equiparare la valutazione di genere. Anche e soprattutto in politica. Ritengo che i partiti, tutti, debbano fare una cernita adeguata finalizzata ad individuare sempre più figure femminili al loro interno per ricoprire figure apicali. Già altre regioni, con successo, hanno conosciuto un Presidente donna. E ritengo che la Sicilia non debba essere da meno”.

fonte: Qds.it